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Cervicale e cambio di stagione: 5 modi per proteggere il collo

Immagine del redattore: Macro fisioterapia
Macro fisioterapia
3 set
Tempo di lettura: 3 min

Quando cambia la stagione, anche il nostro corpo cambia


Il passaggio dall'estate all'autunno, oppure dall'inverno alla primavera, porta con sé cambiamenti nelle temperature, nelle abitudini quotidiane e nel livello di attività fisica.

Per chi soffre già di dolore cervicale, rigidità del collo o tensione tra collo e spalle, questo periodo può coincidere con la ricomparsa di alcuni disturbi.

Non è però corretto pensare che sia semplicemente "il cambio di stagione" a far venire la cervicale.

Più spesso sono una serie di fattori che si sommano: sbalzi di temperatura, aria condizionata, posture mantenute a lungo, ripresa improvvisa dell'attività fisica e muscoli che non sono abituati ai nuovi carichi.

Ecco quindi 5 semplici accorgimenti per proteggere la cervicale durante il cambio di stagione


1. Evita gli sbalzi termici improvvisi

Uno dei problemi più comuni è passare rapidamente da un ambiente caldo a uno molto freddo.

Succede, per esempio, entrando in un ufficio climatizzato, salendo in automobile o passando da un ambiente interno all'esterno.

Il collo è spesso direttamente esposto ai getti d'aria.

Cosa puoi fare?

Evita di orientare direttamente sul collo le bocchette dell'aria condizionata o il ventilatore e, quando necessario, proteggi la zona cervicale dagli sbalzi più bruschi.

L'obiettivo non è "tenere il collo sempre al caldo", ma evitare cambiamenti termici eccessivi e improvvisi.

Anche il Ministero della Salute raccomanda di non impostare l'aria condizionata a emperature troppo basse rispetto all'esterno


2. Non aspettare che il collo diventi rigido

Uno degli errori più frequenti è intervenire soltanto quando compare il dolore.

Il movimento, invece, è una delle componenti importanti nella gestione dei disturbi cervicali. Movimenti dolci e controllati possono aiutare a mantenere la mobilità del collo.

Non servono esercizi complicati.

Puoi iniziare con semplici movimenti:

  • rotazione lenta del capo a destra e sinistra;

  • inclinazione laterale controllata;

  • piccoli movimenti di retrazione del mento;

  • mobilità delle spalle.

La regola?

Movimenti lenti, senza forzare e senza cercare il dolore.

Se un esercizio aumenta nettamente i sintomi, è meglio interromperlo e chiedere una valutazione professionale.


3. Riprendi l'attività fisica gradualmente

Con il cambio di stagione cambiano spesso anche le nostre abitudini.

Dopo settimane di minore attività fisica, possiamo riprendere improvvisamente palestra, corsa, sport o lavori fisicamente impegnativi.

Ed è proprio qui che può comparire il problema.

Il corpo deve avere il tempo di adattarsi ai nuovi carichi.

Meglio quindi aumentare gradualmente:

prima la frequenza, poi la durata e infine l'intensità.

Questo principio è particolarmente importante quando si ricomincia ad allenarsi dopo un periodo di inattività.


4. Attenzione alle ore trascorse davanti a computer e smartphone

Il cambio di stagione può coincidere anche con un ritorno a ritmi di lavoro più intensi.

Molte ore seduti, davanti al computer o con lo smartphone possono aumentare il carico percepito nella zona cervicale.

Non esiste però una "postura perfetta" da mantenere per ore.

È molto più utile cambiare posizione frequentemente e interrompere i periodi prolungati di immobilità.

Alzati, cammina qualche minuto, muovi le spalle e cambia posizione.

Il collo non è progettato per rimanere fermo nella stessa posizione per tutta la giornata.


5. Ascolta i primi segnali

Questo è probabilmente il consiglio più importante.

Il corpo spesso manda segnali prima che il dolore diventi importante.

Una sensazione di:

  • rigidità al risveglio;

  • tensione tra collo e spalle;

  • difficoltà a ruotare il capo;

  • pesantezza alla fine della giornata;

  • fastidio dopo molte ore al computer;

può essere un segnale che qualcosa sta cambiando.

Non significa necessariamente che ci sia un problema grave.

Significa però che potrebbe essere il momento giusto per ridurre temporaneamente i carichi, muoversi e capire da dove proviene il disturbo, invece di aspettare che il dolore diventi più intenso.


La cervicale non va "protetta" evitando di muoversi

Questo è un punto importante.

Quando il collo fa male, la tentazione può essere quella di immobilizzarlo completamente.

In realtà, nei comuni disturbi cervicali non specifici, il mantenimento del movimento e il successivo recupero dell'esercizio sono elementi importanti della gestione.

La strategia migliore non è quindi avere paura di muovere il collo.

È imparare a muoverlo nella maniera e nella quantità più adatte alla propria situazione.


Quando è meglio farsi valutare?

Se il dolore cervicale persiste, tende a peggiorare o si accompagna a sintomi come formicolio, perdita di sensibilità o altri disturbi neurologici, è opportuno rivolgersi al medico o a un professionista sanitario per una valutazione.

Una valutazione permette di capire se il problema è semplicemente legato a un sovraccarico oppure se sono necessari ulteriori approfondimenti.

Il tuo collo non deve aspettare il dolore per essere ascoltato.

Piccoli accorgimenti quotidiani, movimento e una corretta gestione dei carichi possono aiutarti a vivere meglio il cambio di stagione.


MacroFisioterapia – Savona

Prendersi cura del collo significa soprattutto imparare a conoscerlo e ascoltarlo.

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